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  • image1 Non esiste storia senza un protagonista indagato a fondo.
  • image2 La macchina da presa ti da il potere di decidere cosa fare e non far vedere.
  • image3 Amo il lavoro di squadra. Col tempo ho imparato anche io a trascinare gli altri.
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"Non potrei limitarmi ad osservare ciò che già esiste: 
ho sempre bisogno di creare qualcosa di mio". 

                                                                                                               Francesco


Sono nato il 21 ottobre del 1977. La mia inclinazione artistica si è manifestata dapprima con la musica. In piena adolescenza ho preso lezioni di chitarra e pianoforte. Ero poco più di un bambino e già scrivevo e componevo canzoni. E mentre i miei amici di scuola si sfidavano ai giochi di calcio e di guerra, io utilizzavo il computer per inventare dei giochi tutti miei: anche la passione per l'informatica con il tempo è andata a far parte del mio bagaglio personale. Intorno ai vent'anni ho imparato da autodidatta la programmazione in Visual Basic, per dilettarmi con l'elaborazione dei software più inutili ma anche divertenti (simulazioni di campionati di calcio, programmi di pronostici sportivi, altri sul lotto e il superenalotto). Attualmente l'informatica mi affascina dal punto di vista del web. Mi dedico alla realizzazione di siti e al web marketing. Questo lato creativo mi ha sempre accompagnato, sdoppiando la mia anima, creando una spaccatura in me che solo di recente ha iniziato a ricomporsi. Infatti dopo le scuole superiori mi sono segnato all'università, alla facoltà di giurisprudenza, dove mi sono laureato nel 2003. Un grave fatto personale, proprio successivo alla mia laurea, ha spezzato in me ogni certezza circa il mio futuro, che credevo nitido e avviato verso la carriera di avvocato. La passione per l'audiovisivo è stata la mia salvezza. Dopo la chitarra la mia amica storica era la videocamera. Non c'era vacanza estiva con la famiglia che io non immortalassi. Mai però avrei pensato di utilizzare anche questo strumento per scopi creativi. Stavo per concludere il servizio civile, quando ho deciso di acquistare il mio primo manuale sulla sceneggiatura. E così, quasi per gioco, mi sono messo a scrivere un cortometraggio. Quando quel brutto fatto di cui parlavo mi ha colpito, ho scoperto che gli unici momenti in cui riuscivo a non pensare e a non piangere erano quelli in cui "giravo" il mio cortometraggio. Da lì è nato un feeling indissolubile, anche di gratitudine, che in breve tempo si è esteso all'intero mondo cinema. Più per dovere e responsabilità, nel 2003 ho ripreso il mio naturale percorso. Ma mentivo a me stesso: durante le file in tribunale (una realtà in cui mi sentivo totalmente a disagio e fuori luogo, con il mio orecchino e i capelli lunghi) non facevo che leggere manuali di regia e sceneggiatura. Mio padre si è accorto, con non poco dispiacere, di questa mia perdita di motivazioni per la professione forense e mi ha appoggiato, riuscendo a procurarmi una prima esperienza importante nel cinema. Così nel 2004 sono stato assistente volontario alla regia di Umberto Marino nel film "La fiamma sul ghiaccio". L'esperienza è stata formativa, ma anche molto dura: un piccolo servizio militare.
Quando si è conclusa, la strada mi sembrava così in salita, l'obiettivo così lontano, che il mio coraggio è spirato come una bolla di sapone e sono tornato a indossare la giacca e la cravatta. Ho sostenuto l'esame di avvocato, la prima volta ho sbagliato lo scritto per pochissimi punti (direi giustamente, visto come avevo svolto la pratica). L'anno successivo però, dopo essermi impegnato con una determinazione inattesa, ho superato sia lo scritto che l'orale con ottimi voti, al primo colpo, e sono diventato avvocato. Com'ero felice, quel giorno. Che soddisfazione mi sono tolto. Ma ecco qual è il punto: soddisfazione, determinazione, ma non motivazione. La pace interiore, così, è durata poco. La mia indole artistica premeva, batteva i pugni, mi corrodeva lo stomaco. E' bastato girare un nuovo cortometraggio amatoriale per rendermene conto. Ma ancora vacillavo: quando è arrivato "Il mondo di tutti", il mio primo incarico da regista per un progetto finanziato dalle istituzioni pubbliche, attinente al sociale, sono giunto a un punto di non ritorno. Il progetto mi ha subito preso, non solo per le ambizioni da regista, ma anche perché avendo svolto il servizio civile, ed essendomi occupato di persone disabili, la materia era di grande stimolo per la mia sensibilità. A quest'opera è dedicata una rubrica di questo sito, ma soprattutto un dominio a parte. Essa mi ha permesso di ottenere visibilità, un grande riscontro di pubblico e critica e alcuni premi in festival internazionali. L'emozioni provate alla presentazione alla Casa del Cinema a Villa Borghese mi hanno indicato una volta per tutte la mia strada: il cinema. L'estate stessa ho realizzato un altro cortometraggio (corto si fa per dire: 28 minuti), anch'esso presente nel sito, e grazie ad alcuni incontri propizi, si è aperta una porta che spero sia l'ultima: il 2 aprile è nata la Underdog Film Srl.